Si sente dire “Chiese sorelle” per indicare le realtà ecclesiali cattolica romana e ortodossa alla ricerca di unità. Per la mentalità ortodossa, la fratellanza significa anche comunione nella stessa fede, e non solo condivisione di un cammino di dialogo e di ricerca di unità.

Le uniche Chiese che un ortodosso può in piena coscienza chiamare “sorelle” sono le diverse Chiese autocefale dell’ecumene ortodosso, e anche queste, comunque, nella coscienza che si tratta di realtà locali dell’unica Chiesa. Chiamare “sorella” una comunione ecclesiale separata dalla Chiesa Ortodossa equivale a un cedimento rispetto alla confessione della Chiesa Una, e a un tradimento del Simbolo di fede.

Allo stesso modo, gli ortodossi avvertono improprietà nell’uso del termine “Chiesa indivisa” per indicare l’ecumene cristiano del primo millennio (il termine dovrebbe presupporre l’esistenza di una “Chiesa divisa” nei secoli successivi, affermazione che è in contraddizione con la fede proclamata nel Credo).

Una terminologia ben più appropriata sarebbe quella relativa ai “cristiani divisi”, o alla fratellanza tra i medesimi, nella ricerca dell’unità di fede.

(tratto dal documento: 99 differenze tra l’Ortodossia e il Cattolicesimo Romano, http://spazioinwind.libero.it/sanmassimo_decaita/testi/confronti/99%20differenze.html)

Chiese sorelle? ultima modifica: 2016-07-12T11:35:20+00:00 da Alberto Nicelli (Modesto)