La Chiesa ortodossa pensa che nella rivelazione non esista progresso: i Santi Apostoli hanno ricevuto tutta la rivelazione, e tutta la comprensione della rivelazione, nella discesa dello Spirito Santo a Pentecoste. Pertanto, i dogmi emanati per combattere gli eretici non rappresentano per l’Ortodossia uno sviluppo nella rivelazione, né nella comprensione della rivelazione, ma solo l’espressione di una mediazione culturale funzionale alla lotta all’eresia (ripetizioni di ciò che è sempre stato creduto, e che è stato messo in questione, sfidato o deformato dalla mentalità di questo mondo). La Chiesa cattolica romana, invece, pensa che la rivelazione possa venire compresa in una crescita temporale, e che pertanto possano darsi dogmi che non solo esprimono una correzione di idee eretiche, ma che rappresentano una maggiore comprensione del deposito rivelato (ne sono un esempio i dogmi dell’Immacolata concezione e dell’Infallibilità papale).
Se l’Ortodossia pensa che vi possa essere crescita nella Chiesa, questa deve essere crescita nella santità, e non nella verità.
(Tratto dal documento: 99 differenze tra Ortodossia e Cattolicesimo romano, della Parrocchia S. Massimo di Torino: www.ortodossiatorino.net/)

I dogmi e la rivelazione ultima modifica: 2017-03-01T17:45:13+00:00 da Alberto Nicelli (Modesto)