“La preghiera […] è un barometro spirituale. Il barometro stabilisce quanto l’aria è pesante o leggera e la preghiera mostra quanto si eleva o si abbassa il nostro spirito quando si rivolge a Dio.

Mettetevi più spesso di fronte alle icone nel corso della giornata e ogni volta fate qualche prostrazione semplice e profonda. Mettersi in ginocchio e prostrarsi è ancora meglio. Nessuno vi vede, tranne il Signore. Pregate al mattino e alla sera, come si deve. […]

Non dimenticate, però, che l’essenza della preghiera è ele­vare la mente e il cuore a Dio, poiché Dio è dappertutto. E il profeta ha insegnato alla sua anima: «In ogni luogo del suo dominio benedici, anima mia, il Signore». […] Il cammino per amare Dio è far memoria di lui, immergendosi col pensiero nelle sue qualità e opere divine. Bisogna imparare a far memoria di Dio e il mezzo, come vi ho scritto, è ripetere costantemente nel pensiero la breve preghiera: «Signore, pietà! Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, pietà di me peccatore!». […] Quando sedete, camminate, fate qualcosa o parlate, in ogni occasione e in ogni momento ricordate sempre che il Signore è vicino e invocatelo col cuore: «Signore, pietà!».

Dite che vi distraete coi pensieri. Non si può essere pronti subito; bisogna esercitarsi, finché non ci si abitua a permanere costantemente dentro al cuore di fronte al Signore. […] Appena notate che i vostri pensieri si disperdono, dovete farli tornare indietro, senza permettere mai loro, coscientemente e volontariamente, di errare. È necessario adempiere ciò non solo durante la preghiera, ma sempre. E imponetevi come legge: essere sempre insieme al Signore nel cuore per mezzo della mente, senza permettere ai pensieri di errare e appena si allontanano, farli tornare indietro e costringerli a rimanere a casa, nella stanza del cuore a conversare col Signore dolcissimo. Stabilendo questa legge, impegnatevi a seguirla fedelmente, rimproveratevi ogni trasgressione, imponetevi un’ammenda, pregate il Signore perché vi aiuti in questa opera fondamentale. Se vi applicherete con impegno, presto ce la farete.

Le condizioni del successo sono queste:

1) La continuità di questa opera, cioè la costanza in essa. Quindi non che cominciate e poi smettete: cominciate e smettete e ancora cominciate e vi trascinate finché non vi arride il successo. In ogni caso, il successo dipende dalla costan­za del lavoro.

2) Perché vi sia tale costanza, è necessario armarsi di pazienza, imponendosi a se stessi. Sopraggiunge la pigrizia, il desiderio di lasciarsi andare, perfino il dubbio, per cui, se è necessario, fate così: cacciate tutto questo e costringetevi a quest’opera.

3) Perché questo accada, animatevi di speranza e fiducia che il Signore, vedendo il vostro lavoro nella preghiera e l’impegno con cui cercate di abituarvi ad essa, alla fine vi donerà la preghiera ed essa, radicandosi nel cuore, ne scaturirà fuori. Questo frutto beatissimo ha origine nella fatica della preghiera! Questa ispirazione ha animato tutti gli uomini di preghiera e ricevere questo frutto è stato fonte di una perenne beatitudine, gioia e pace del cuore nel Signore. E il Signore vi doni questo frutto! Ma non ve lo concederà senza fatica, una fatica costante, autocostrittiva, paziente e piena di fiducia. Abbiate coraggio!”

[dalle Lettere di San Teofane il Recluso – Lettera XLV]

Il barometro spirituale ultima modifica: 2016-07-12T15:39:07+00:00 da Alberto Nicelli (Modesto)