[…] Lo splendore dell’anima, penetrata completamente dalla grazia di Dio – come fa il fuoco con il ferro – è una condizione attraente. Sentendo parlare di questa, tutti sono pronti a infiammarsi del desiderio di raggiungerla. Suppongo che proviate lo stesso impeto. Esso, benché significhi che l’anima è capace di scegliere il meglio, non esprime, tuttavia, tutto ciò che si esige in questa circostanza. Ci si può infiammare e rimanere fermi. Dall’impeto può non venir fuori nulla. No, qui non è necessario solo l’impeto, ma una giudiziosa analisi della questione, la formazione di una decisione, ferma e incrollabile, con la consapevolezza di tutte le fatiche, gli ostacoli, gli inconvenienti che ci attendono, con il coraggioso entusiasmo di opporvisi per tutta la vita.

Volere che la grazia di Dio penetri tutto il nostro essere significa volere il Regno dei Cieli o impegnarsi per la salvezza dell’anima o amare e scegliere l’unica cosa che conti. Diverse denominazioni ed espressioni per indicare la stessa realtà […] A chiunque si chieda: «Vuoi andare in paradiso, nel regno dei cieli?», questi risponderà di cuore: «Lo voglio, lo voglio!». Ma poi basta dirgli: «Allora fa’ così e così», e non alzerà un braccio. Si vuole andare in paradiso, ma faticare per questo non lo si fa sempre volentieri. […]

Affinché il vostro desiderio non sia un fiore sterile, bisogna, all’inizio, portarlo alla decisione, non fugace, ma ferma, riflettuta, forte, ragionata e principalmente irrevocabile, e poi passare all’azione.

(San Teofane il Recluso – Lettera XXIX)

Vuoi andare nel Regno dei Cieli? ultima modifica: 2016-08-04T09:32:38+00:00 da Alberto Nicelli (Modesto)