Chierici Page 1 of 18

Niente è così tanto gradito a Dio,” – come dice San Giovanni Crisostomo –  “quanto una vita che sia di beneficio per tutti“. È per questo che ci è stato dato il dono della parola, delle mani, della forza del corpo, della mente e della conoscenza: affinché li impieghiamo per la nostra salvezza e per il servizio al prossimo.

San Luca di Crimea, Taumaturgo (1877-1961)

Fa’ della tua anima il tuo monastero! Bàttici il simandro, chiamala alla veglia, spargici l’incenso e prega senza posa!

San Luca di Crimea, il Taumaturgo (1877- 1961)

L’amministrazione del battesimo si attua in una forma che ti fa capire come una è la sostanza del Padre, del Figlio e dello Spirito santo. Il sacerdote, infatti, nello stesso momento in cui proclama solennemente: «Questi è battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo», ti fa chinare e levare la testa tre volte per disporti, con questi atti, ad accogliere la venuta dello Spirito.
Effettivamente, non è il sacerdote a posare la mano sul tuo capo, ma è Cristo stesso, che ti tocca con la sua destra. Ciò risulta dalle parole usate dal ministro. Egli non dice: «Io ti battezzo», ma: «Costui è battezzato», significando, col mettere a disposizione dello Spirito la sua mano, che egli è soltanto il ministro della grazia. Chi compie ogni cosa è il Padre, il Figlio e lo Spirito santo: l’individua Trinità. Questa è la fede che ci offre la remissione dei peccati e questa riconciliazione ci dona la figliolanza divina.

S. Giovanni Crisostomo – Catechesi battesimali
[Nell’ immagine: battesimo ortodosso nel fiume Giordano]

Le persone investite di cariche pubbliche suscitano in tutti un grande rispetto per il fatto di portare, sulle vesti, gli stemmi con l’immagine dell’imperatore; perciò essi non possono permettersi atti che portino disonore alla loro veste, insignita degli stemmi imperiali e, quand’anche volessero prendersi la libertà di fare atti del genere, il fatto stesso di portare quelle vesti, li premunisce dal recare ad esse qualche ingiuria. Ma, a maggior ragione, quelli che portano Cristo stesso, non sulla veste ma nell’animo, quale loro ospite, insieme con lo Spirito santo, dovranno comportarsi con fierezza e dignità, per far conoscere a tutti, attraverso una vita austera e ordinata, l’immagine del re, che è ospite delle loro anime.

S. Giovanni Crisostomo – Catechesi battesimali

Quando nella preghiera ti metti davanti a Dio, il tuo pensiero diventi semplice come quello di un bimbo che non sa parlare.
Non dire davanti a Dio parole che nascono da cultura intellettuale, approssimati a Lui con ingenuo pensiero, davanti a Lui cammina come fanciullo che si sente protetto dallo sguardo paterno.

Sta scritto: “Dio vigila sui semplici ” (Salmo 114, 6). Semplice non è chi ha tenera età, ma chi, possedendo la conoscenza che viene dal mondo dei sensi, vi rinuncia per imparare la perfetta Sapienza, che non si apprende dai libri. Prega Dio che ti aiuti a giungere a tanta sapienza. Usa nel chiederla, diligenza, fervore, ardore, finché non l’avrai ricevuta.

Questo dono ti sarà concesso, se con fede t’impegnerai ad affidare a Dio tutte le tue preoccupazioni e a sostituire le tue misure di prudenza con la Provvidenza divina. Dio vedendo il tuo desiderio, la purezza dei tuoi pensieri che riposano in Lui e non in te, la tua speranza fiduciosa, farà scendere in te questo potere inscrutabile e tu avrai coscienza di possederlo. La coscienza di tale potere ha permesso ad alcuni di affrontare senza paura le fiamme, ad altri di camminare sulle acque con la ferma sicurezza di non affondare.

S. Isacco di Ninive (Ammaestramenti spirituali – Filocalìa)

 

Non ti dimenticare di questo, e certamente starai ben attento a non giudicare chi pecca: Giuda faceva parte della cerchia dei discepoli e il buon ladrone della schiera degli assassini, ma è straordinario come in un solo istante essi si sono scambiati di posto!

Giovanni Climaco – La scala  (Discorso X , 5 ) – Ed. Qiqajon

Ti magnifico, Signore, ti magnifico perché ti sei chinato sulla mia umiliazione, e non solo mi hai liberato dalle mani dei nemici, ma hai salvato dal bisogno l’anima mia.

E ora, Sovrano, la tua mano mi protegga e venga su di me la tua misericordia, poiché la mia anima è inquieta e colma di tristezza riguardo a quando dovrà lasciare questo corpo miserabile e impuro; mai prevalga l’insidioso inganno dell’avversario contro l’anima mia e non la seduca a causa dei peccati commessi in vita coscientemente e inconsapevolmente.

Sii misericordioso, Sovrano, e fa’ che la mia anima non veda il tenebroso e oscuro aspetto dei demoni maligni, ma fa’ che la mia anima sia accolta dai tuoi angeli gai e luminosi.

Da’ gloria al tuo santo nome e per mezzo della tua potenza fammi salire verso il tuo trono divino.

Nel giorno del giudizio non mi afferri la mano del principe di questo mondo, stritolandomi, me peccatore, nelle profondità dell’ade; ma stammi vicino e sii mio protettore e salvatore.

Abbi misericordia, Signore, della mia anima resa impura dalle passioni di questa vita e accoglila purificata dal ravvedimento e dalla confessione, perché tu sei benedetto nei secoli dei secoli.

Amen.

Preghiera di Sant’Eustachio  (Mesonittico del Sabato e Festivo)

[Immagine: Il giudizio dell’anima, particolare dell’affresco del monastero ortodosso di Rila, in Bulgaria]

La carità e il digiuno sono le ali della preghiera. La nostra preghiera non è mai così veloce a volare fino a Dio, come quando è aiutata con il digiuno e la carità.
P. Cleopa Ilie (1912 – 1998)

Tua moglie è come una sorgente
d’acqua pura:
bevi a quella fonte.
La tua sorgente non straripi al di fuori,
i suoi ruscelli non allaghino le strade,
ma siano per te soltanto
e non per gli estranei.
Benedetta la tua sorgente,
la donna che hai sposato nella tua gioventù!
Con lei sii felice.
Cerva graziosa, amabile gazzella!
Il suo seno ti colmi sempre di piacere,
ed ella ti abbracci nel suo amore.
Figlio mio, perché innamorarti
di una donna sposata
e stringerti al petto la moglie di un altro?
Attento! Il Signore vede tutto,
esamina tutte le azioni umane.
Il malvagio è prigioniero dei suoi stessi
peccati:
cadrà nella trappola dei suoi crimini,
morirà per mancanza di saggezza,
si perderà per la sua stoltezza.

Proverbi (5, 15-23)

La Quaresima, come osserva Doroteo di Gaza , simboleggia pure una “decima” del tempo nella vita dei fedeli. Le sette settimane di questo periodo, ad esclusione dei sabati e delle domeniche, formano un lasso di tempo dedicato al digiuno che corrisponde alla decima parte dei giorni dell’anno.
Così, mentre i figli d’Israele offrivano a Dio la decima parte dei loro prodotti per ottenere la benedizione di tutte le loro imprese, i cristiani offrono la decima parte del loro tempo per ottenere la benedizione delle loro imprese e la misericordia di Dio per tutto l’anno.
Tratto da:  Il tempo liturgico –  di  Georghios Mantzaridis (in “Il tempo di Dio”, Asterios Editore)