Filocalia Page 1 of 3

II sole, tramontando, cede il posto alla notte; cioè quando Cristo si ritira dall’anima, questa resta avvolta dalla tenebra delle passioni e le fiere della mente cominciano a dilaniarla. Ma non appena si è levato il sole, le fiere si nascondono nelle loro spelonche. Parimenti, quando Cristo ricomincia a splendere sulla rocca della mente in orazione, ogni sollecitudine mondana si dilegua e la mente riprende la sua opera, cioè l’apprendimento delle cose divine fino alla sera.

S. Teolepto, metropolita di Filadelfia (Filocalìa)

Grande e fruttuoso albero è il monachesimo, la sua radice sprofonda nella rinuncia a tutte le cose mondane; i suoi rami: l’assenza di legami passionali nell’anima, e di ogni connessione con ciò che è stato abbandonato; i suoi frutti: il tesoro delle virtù, l’amore animato da Dio, la gioia che accompagna la virtù e l’amore. L’Apostolo dice: “Il frutto dello Spirito è l’amore, la gioia, la pace“.

S. Teolepto, metropolita di Filadelfia (Filocalìa)

Quando ti perseguitano, tu non perseguitare; se sei crocifisso, tu non crocifiggere; se offeso, non offendere; se calunniato, non calunniare. Non è adatto alla vita cristiana chi cerca giustizia contro qualcuno; Cristo non ha insegnato questo.

(S. Isacco di Ninive – Ammaestramenti spirituali – Filocalìa)

Le Scritture sono scritte nel linguaggio dello spirito e gli uomini carnali non possono capire le cose spirituali. È meglio usare, nelle nostre conversazioni, le parole dei Padri, allora così troveremo il beneficio in esse contenuto. Moderiamoci persino nell’uso di queste parole, ricordandoci colui che disse ”Nella moltitudine di parole, non manca mai il peccato “ (Prov. 10, 19). Per tema di cadere in alti e vanagloriosi pensieri, imprimiamoci nella mente che, se non pratichiamo ciò di cui parliamo, pronunciamo la nostra stessa condanna.

(S. Barsanufio e Giovanni, monaci reclusi – Filocalìa – Nell’immagine: dettaglio del trittico “Il Giudizio Finale”, di Hieronymus Bosch – Academy of Fine Arts in Vienna, Austria)

Come la cera, se non viene scaldata e resa molle, non può ricevere l’impronta del sigillo, così l’uomo, non provato da travagli e infermità, non può contenere l’impronta della virtù divina.

(San Diadoco, vescovo di Foticea – Filocalìa)

Se persisti nella vigilanza del tuo fisico e nella ricerca della conoscenza di Dio, e se cerchi di non soddisfare le tue bramosie, vedrai la tua mente volgersi verso ciò che è bene. Ma se, affetto dall’ignoranza delle realtà divine, trovi diletto nel saziare le tue voglie, farai la fine dell’animale privo di parola, dimentico del giudizio che dopo la morte ti aspetta.

(S. Antonio Abate – Filocalìa – Nell’immagine: dettaglio del trittico “Il Giudizio Finale”, di Hieronymus Bosch – Academy of Fine Arts in Vienna, Austria)

Esamina la tua coscienza con la massima cura per vedere se è colpa tua se tuo fratello non fa la pace con te, e non respingere l’accusa con false argomentazioni, perché la coscienza sa quello che è nascosto e ti accuserà al momento in cui lascerai questo mondo, e ti sarà di impedimento durante la preghiera.

(San Massimo il Confessore – Quattro centurie sull’amore – Filocalìa)

Non stupirti, se, dopo aver intrapreso l’impegno del silenzio, non trovi requie dagli impulsi passionali. Il cuore del mondo rimane per del tempo nell’ombra dopo il sorgere del sole; l’odore delle medicine e il profumo d’incenso a lungo restano nell’aria. Quanto più è vero questo con le passioni! Sono come cani abituati a leccare il sangue dentro la macelleria: quando la porta è chiusa stanno fuori abbaiando, finché‚ la forza dell’abitudine non vien meno.

(S. Isacco di Ninive – Filocalìa)

Non parlare con chiunque della religiosità e della vita conforme a verità. Non dico ciò per gelosia, ma perché‚ agli occhi dello stolto appariresti ridicolo. Esiste concordanza tra le cose simili, pochi sono quelli che possono ascoltare tali cose, forse è più giusto dire che sono rari. Meglio è non parlare, Dio non domanda che si parli per giungere alla salvezza.

(S. Antonio Abate – Filocalìa)

Durante la tentazione non uscire dalla tua cella, inventando speciosi pretesti. Rimani in essa e sopporta affrontando coraggiosamente gli assalitori, in particolar modo il demone dello scoramento, il più gravoso di tutti, ma che, in compenso, più di ogni altro rende l’anima esperta. Se fuggi od eviti la battaglia, rimarrai immaturo, pavido e sempre pronto alla fuga.

(S. Antonio Abate – Filocalìa – Nell’immagine: dettaglio del Trittico della tentazione di S. Antoniodi Hieronymus Bosch – Museo Nacional de Arte Antiga, Lisbona)