Anima

Fa’ della tua anima il tuo monastero! Bàttici il simandro, chiamala alla veglia, spargici l’incenso e prega senza posa!

San Luca di Crimea, il Taumaturgo (1877- 1961)

Come gli alberi, quando portano molto frutto, i frutti stessi piegano in giù i rami e li tirano in basso, mentre il ramo che non porta frutto si leva verso l’alto e si erge ritto, non portando frutto […] così è anche l’anima: quando si umilia, allora porta frutto, e quanto frutto fa, tanto più si umilia.

Doroteo di Gaza – Insegnamenti spirituali – Ed. Città Nuova.

II sole, tramontando, cede il posto alla notte; cioè quando Cristo si ritira dall’anima, questa resta avvolta dalla tenebra delle passioni e le fiere della mente cominciano a dilaniarla. Ma non appena si è levato il sole, le fiere si nascondono nelle loro spelonche. Parimenti, quando Cristo ricomincia a splendere sulla rocca della mente in orazione, ogni sollecitudine mondana si dilegua e la mente riprende la sua opera, cioè l’apprendimento delle cose divine fino alla sera.

S. Teolepto, metropolita di Filadelfia (Filocalìa)

L’albero saldamente piantato nella terra si sviluppa e porta frutti. L’anima saldamente radicata in Dio, con la fede e l’amore come radici spirituali, a sua volta si sviluppa spiritualmente e porta frutti di virtù graditi a Dio, grazie ai quali vive già ora e vivrà nel mondo futuro.

L’albero sradicato cessa di vivere perché non riceve più la vita che traeva dalla terra attraverso le radici. Allo stesso modo, l’anima di chi ha perso la fede e l’amore e non dimora più in Dio, in cui può avere la vita, muore spiritualmente. Quello che la terra rappresenta per le piante, Dio lo rappresenta per l’anima.

(San Giovanni di Kronstadt – La mia vita in Cristo)

“Dovete avere molta attenzione nei rapporti reciproci e rispettarvi a vicenda come persone: come icone di Dio. Non badate mai al corpo o all’aspetto, ma all’anima. State attenti al senso dell’amore, perché quando il cuore non è riscaldato dalla preghiera pura, l’amore è in pericolo di diventare carnale e innaturale, è in pericolo d’oscurare la mente e ridurre in cenere il cuore. […] Chi vigila perché il suo amore sia puro, sarà preservato dagli spintoni del Maligno che, a poco a poco, cerca di corrompere l’amore cristiano in amore comune e passionale.”

[San Nectario di Egina, vescovo greco ortodosso (1846 – 1920)]