Diadoco di Fotice

Come la cera, se non viene scaldata e resa molle, non può ricevere l’impronta del sigillo, così l’uomo, non provato da travagli e infermità, non può contenere l’impronta della virtù divina.

(San Diadoco, vescovo di Foticea – Filocalìa)

Il mangiare e il bere tutto ciò che vien messo davanti, con rendimento di grazie a Dio, non è contrasto con le direttive della conoscenza spirituale; tutto infatti è veramente buono (Gen. 1, 31). Segno di grande discrezione e di avanzamento nella conoscenza spirituale è l’astenersi dal cibo abbondante e raffinato. Quando avremo gustato con ogni facoltà percettiva e con tutta la profondità del cuore la dolcezza di Dio, con naturale spontaneità ci asterremo dai piaceri del mondo esteriore.

(San Diadoco, vescovo di Foticea – Filocalìa)