Georghios Mantzaridis

Nell’ufficio del mattino, la domenica, dopo la lettura dell’evangelo della risurrezione, si canta l’inno:
Noi che abbiamo contemplato la risurrezione di Cristo…”.
Simeone Nuovo Teologo [949 – 1022] osserva:
Come mai lo Spirito santo ci spinge ora a dire – come se l’avessimo veduta, mentre di certo non l’abbiamo veduta – “Noi che abbiamo contemplato la risurrezione di Cristo”, mentre il Cristo è risorto una volta sola mille anni fa e anche allora nessuno lo vide risorgere? Forse che la divina Scrittura vuol farci mentire? Niente affatto: ci esorta, al contrario, a dire la verità, ad affermare, cioè, che in ciascuno di noi fedeli si compie la risurrezione di Cristo.”
Così il cristiano pregusta la risurrezione non solo dopo la morte corporale, ma prima ancora che essa sopraggiunga.
Tratto da:  Il tempo liturgico –  di  Georghios Mantzaridis (in “Il tempo di Dio”, Asterios Editore)