Giovanni Romanidis

La tradizione ortodossa offre un metodo di cura dell’intelletto dell’uomo, ossia della sua anima. Questa cura presenta due fasi: l’illuminazione e la divinizzazione. La divinizzazione è la garanzia della terapia, della terapia completa. Il metodo terapeutico, il trattamento terapeutico che la tradizione ortodossa offre, viene trasmesso di generazione in generazione, veicolato da uomini che sono pervenuti all’illuminazione e alla deificazione e sono diventati terapeuti per gli altri. Non si tratta di una semplice trasmissione di conoscenze desunte dai libri, ma di una trasmissione e di una successione di esperienza: l’esperienza dell’illuminazione e l’esperienza della divinizzazione.

(P. Giovanni Romanidis, Chi è Dio? Chi è ‘uomo? Lezioni di teologia sperimentale, Asterios Editore)

La Chiesa vuole che, come nella Pentecoste si è verificata la piena illuminazione degli Apostoli con la discesa dello Spirito Santo, lo stesso evento si ripeta in ogni suo membro fedele ad un dato momento del proprio cammino spirituale. […] Il giorno di Pentecoste gli Apostoli non hanno acquisito soltanto una illuminazione piena, ma sono altresì pervenuti alla divinizzazione. Essendo dunque la Pentecoste il modello del perfezionamento spirituale dell’uomo, la destinazione di ogni cristiano è quella di giungere alla divinizzazione. Per questo motivo dalla festa di Pentecoste passiamo subito alla festa di Tutti i Santi, nella quale celebriamo la memoria di tutti i Santi divinizzati della Chiesa, che siamo chiamati a imitare.

(P. Giovanni Romanidis, Chi è Dio? Chi è ‘uomo? Lezioni di teologia sperimentale, Asterios Editore)

La Chiesa è terapia, anzitutto. La terapia dell’anima umana è la preoccupazione principale della Chiesa ortodossa. Il culto e il dogma, la Bibbia e la Tradizione sono parti essenziali di questo trattamento terapeutico. Nelle orazioni e nei tropari della Chiesa, Cristo si rivela ripetutamente come «il medico delle nostre anime e dei nostri corpi». Soltanto nella tradizione ortodossa Cristo è chiamato “medico“. Ma perché tale tradizione si è estinta presso i romano-cattolici e i protestanti e, quando parliamo loro di trattamento terapeutico, essi si sorprendono? Perché la necessità della purificazione e dell’illuminazione, la necessità del cambiamento interiore non è da loro – nella loro teologia – più avvertita. Per essi chi cambia non è l’uomo, ma Dio!

(da: Chi è Dio? Chi è l’Uomo? Lezioni di teologia sperimentale – di p. Giovanni Romanidis – Asterios Editore)