Isacco di Ninive

Quando nella preghiera ti metti davanti a Dio, il tuo pensiero diventi semplice come quello di un bimbo che non sa parlare.
Non dire davanti a Dio parole che nascono da cultura intellettuale, approssimati a Lui con ingenuo pensiero, davanti a Lui cammina come fanciullo che si sente protetto dallo sguardo paterno.

Sta scritto: “Dio vigila sui semplici ” (Salmo 114, 6). Semplice non è chi ha tenera età, ma chi, possedendo la conoscenza che viene dal mondo dei sensi, vi rinuncia per imparare la perfetta Sapienza, che non si apprende dai libri. Prega Dio che ti aiuti a giungere a tanta sapienza. Usa nel chiederla, diligenza, fervore, ardore, finché non l’avrai ricevuta.

Questo dono ti sarà concesso, se con fede t’impegnerai ad affidare a Dio tutte le tue preoccupazioni e a sostituire le tue misure di prudenza con la Provvidenza divina. Dio vedendo il tuo desiderio, la purezza dei tuoi pensieri che riposano in Lui e non in te, la tua speranza fiduciosa, farà scendere in te questo potere inscrutabile e tu avrai coscienza di possederlo. La coscienza di tale potere ha permesso ad alcuni di affrontare senza paura le fiamme, ad altri di camminare sulle acque con la ferma sicurezza di non affondare.

S. Isacco di Ninive (Ammaestramenti spirituali – Filocalìa)

 

Quando ti perseguitano, tu non perseguitare; se sei crocifisso, tu non crocifiggere; se offeso, non offendere; se calunniato, non calunniare. Non è adatto alla vita cristiana chi cerca giustizia contro qualcuno; Cristo non ha insegnato questo.

(S. Isacco di Ninive – Ammaestramenti spirituali – Filocalìa)

Non stupirti, se, dopo aver intrapreso l’impegno del silenzio, non trovi requie dagli impulsi passionali. Il cuore del mondo rimane per del tempo nell’ombra dopo il sorgere del sole; l’odore delle medicine e il profumo d’incenso a lungo restano nell’aria. Quanto più è vero questo con le passioni! Sono come cani abituati a leccare il sangue dentro la macelleria: quando la porta è chiusa stanno fuori abbaiando, finché‚ la forza dell’abitudine non vien meno.

(S. Isacco di Ninive – Filocalìa)

“Questa vita ti è stata data per il pentimento, non sprecarla perseguendo scopi vani.”

(S. Isacco di Ninive)

L’amore per Dio non è un qualsiasi impulso che sorge in modo inconsapevole e indistinto, né può essere mosso in un uomo dalla sola conoscenza delle Scritture, né uno può amare Dio sforzandosi. […] Neppure per una regola o un comandamento che imponga l’amore è possibile amare Dio; perché dalla regola viene il timore, non l’amore. Infatti, finché uno non riceve lo Spirito delle rivelazioni e l’anima non sia unita a quella Sapienza che è al di sopra del mondo e uno non senta in se stesso le magnificenze relative a Dio, costui non sarà in grado di avvicinarsi a questo gusto glorioso.

(S. Isacco di Ninive)

Quando l’anima è vigilante nel costante ricordo di Dio ed è vigilante di giorno e di notte, il Signore la protegge con una nube che di giorno le dà il sollievo dell’ombra e di notte ne illumina l’oscurità.

(S. Isacco di Ninive – Filocalìa – Vedi anche il riferimento a Esodo 13 : 21-22)

Il Salvatore incominciò la redenzione col digiuno. Similmente tutti quelli che lo seguono pongono su questo fondamento il principio della loro pugna; il digiuno è l’armatura allestita da Dio. Chi lo trascura non eviterà la sconfitta.

Se Colui che fece la Legge digiunò, chi è sottoposto alla Legge potrà esimersi dal digiunare ? Per questo la stirpe umana non conobbe vittoria prima del digiuno e lo spirito del male non fu mai sopraffatto dalla nostra natura; fu l’arma del digiuno a privare Satana di ogni vigore fin da principio.

Il Signore Gesù fu il condottiero e il primo esempio di questa vittoria, che pose la prima corona di vittoria sopra il capo del genere umano. Lo spirito del male, quando vede che uno di noi possiede tale arma, subito è preso da spavento e ricorda come il Salvatore lo sconfisse nel deserto, e la sua forza si consuma su quest’armatura dataci dal nostro condottiero.

Chi veste l’armatura del digiuno è sempre acceso di zelo. Mediante il digiuno l’uomo rimane saldo, senza tentennamenti di mente, durante l’assalto delle violente passioni.

[S. Isacco di Ninive – Ammaestramenti spirituali. Nell’immagine: “Cristo nel deserto”, Olio su tela di Ivan Nikolaevich Kramskoy (1837, Ostrogoshsk -1887, St. Petersburg) – The Tretyakov Gallery, Mosca ]