Massimo il Confessore

Esamina la tua coscienza con la massima cura per vedere se è colpa tua se tuo fratello non fa la pace con te, e non respingere l’accusa con false argomentazioni, perché la coscienza sa quello che è nascosto e ti accuserà al momento in cui lascerai questo mondo, e ti sarà di impedimento durante la preghiera.

(San Massimo il Confessore – Quattro centurie sull’amore – Filocalìa)

Chi ancora non ha raggiunto la conoscenza di Dio nell’amore, ha alta stima di ciò che egli compie di gradito a Dio. L’uomo che ha raggiunto la conoscenza nell’amore ripete nel cuore le parole del patriarca Abramo, quando gli apparve Dio: “Io sono polvere e cenere” (Gen. 18, 27).

(San Massimo il Confessore – Quattro centurie sull’amore – Filocalìa)

L’uomo che ha raggiunto l’amore perfetto e la sommità della liberazione dalle passioni non fa più distinzione tra connazionali e stranieri, credenti e non credenti, schiavi e liberi, uomo e donna. Essendo emerso dalla tirannia delle passioni e vedendo solo l’umana natura, osserva con imparzialità gli uomini ed ha le stesse disposizioni verso tutti. In lui “non c’è più né‚ giudeo, né greco, né schiavo o libero, né maschio o femmina, ma tutto in tutti c’è Cristo “ (Gal. 3, 23)

(San Massimo il Confessore – Quattro centurie sull’amore – Filocalìa)

“Ma io vi dico” – dice il Signore – “amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, pregate per quelli che vi perseguitano”. Perché Egli comandò queste cose? Per liberarvi dall’odio, dalla tristezza, dalla rabbia, dal risentimento, e per darvi il più grande dei beni, il perfetto amore, che è impossibile possedere, ad eccezione di colui che ami tutti indistintamente, come fa Dio.

(San Massimo il Confessore – Filocalìa)

Come il ricordo del fuoco non riscalda il corpo, così la fede senza amore non porta l’illuminazione della conoscenza nell’anima.

(S. Massimo il Confessore – Filocalìa, “I 400 capitoli sull’amore”, Centuria I, 32)