Ortodossia

Se si penetra fino al cuore della spiritualità ortodossa, vi si trova anzitutto la sensazione viva dell’irruzione trionfante della vita eterna, della vittoria sulla morte, sull’inferno: è il soffio del messaggio evangelico portato dalla gioia pasquale.

Pavel Nikolaevič Evdokimov (1901 – 1970)

L’Ortodossia non è solo passato, ma una trasformazione dinamica di ogni momento presente.

Massimo delle Sardegne

L’anziano Cleopa disse: ” Chi vuole unificare la Chiesa è libero di aderire alla Chiesa Ortodossa, la vera Chiesa di Dio. All’Ortodossia non manca nulla “.

Il paragone che vede nell’Occidente e nell’Oriente i due polmoni del mondo cristiano, che pur nella loro distinzione respirano la stessa aria dello Spirito, proviene dalla stessa Sede romana, ed è frequentemente usato come paradigma di apertura ecumenica. Forse la scelta della metafora biologica sarebbe stata fatta in modo diverso, se si fosse avuto sott’occhio lo stesso paragone fatto nel contesto ortodosso da San Teofane il Recluso nella sua omelia di Pentecoste del 1860. Ne riproduciamo il passo in questione, lasciando ai lettori ogni eventuale commento:

Ciò avviene perché in una parte dell’umanità gli organi della respirazione sono danneggiati, e un’altra pare, una parte ampia, non è neppure esposta all’influenza di questo soffio salutare. Perché la respirazione abbia il suo pieno effetto sul corpo, infatti, è necessario che tutti i condotti dei polmoni siano integri e privi di ostruzioni. Allo stesso modo, perché lo Spirito Divino manifesti il suo pieno effetto, è necessario che siano integri gli organi che Egli stesso ha stabilito per la propria acquisizione; vale a dire, i Divini Misteri e i riti religiosi dovrebbero essere preservati esattamente così come vennero stabiliti dai Santi Apostoli, guidati dallo Spirito di Dio. Laddove questi riti sono danneggiati, il soffio dello Spirito Divino non è pieno; di conseguenza, manca del pieno effetto. In questo modo tutti i misteri papisti [papistov nel testo originale] sono danneggiati, e molti riti religiosi salvifici sono pervertiti. Il Papato ha polmoni incrostati e infetti.

(Tratto da: 99 differenze tra l’Ortodossia e il Cattolicesimo Romano – www.ortodossiatorino.net – Nell’immagine la distribuzione geografica delle religioni: in rosso porpora l’area Ortodossa; in blu quella Cattolico-Romana; in viola quella Protestante; in verde quella Islamica; ecc.)

La fede cristiana non è l’astratta contemplazione di verità metafisiche ma, piuttosto, l’esperienza della Superessenziale Trinità […]

Nell’Ortodossia, l’autorità è fondata dall’esperienza, l’esperienza della partecipazione con l’Increato (nel senso espresso dai termini “theosis” e “divinizzazione”), non è basata solo nei testi o nelle Sacre Scritture.

La Tradizione della Chiesa non è conservata nei libri ma nel vissuto delle persone. I testi aiutano, ma non sono i portatori della Santa Tradizione. La Tradizione è conservata dai Santi. Gli esseri umani sono i trasmettitori del Vangelo.

Porre i testi al di sopra dell’esperienza dell’Increato (il che segnala la trasformazione della fede in “religione”) significa ideologizzarne il contenuto e, di fatto, farne un idolo […] attribuire al testo un’autorità assoluta (ecco il fondamentalismo) con tutte le conseguenze facilmente comprensibili […]

Il Cristianesimo, nella sua autenticità, trascende la religione, ovvero trascende una concezione di Chiesa concepita soltanto come un’istituzione di regole e di doveri.

L’Ortodossia non può essere concepita come l’adozione di alcuni principi o verità imposte da un’autorità superiore. Questa è la concezione eterodossa della dottrina (principi assoluti e verità imposte). Concetti e significati nell’Ortodossia sono esaminati attraverso la loro verifica empirica. Lo stile dialettico-intellettuale di pensare la teologia, come pure la dogmatizzazione, sono alieni all’autentica Tradizione Ortodossa.

(estratto da: Fede e Scienza nella Gnoseologia e Metodologia Ortodossa, di P.  George Metallinos – pubblicato integralmente sul sito web: Tradizione Cristiana, Vita e Ascesi in Cristo)

La differenza tra l’Ortodossia e i sistemi secolari [laici e religiosi] sta nel fatto che tali sistemi cercano di creare una società. Noi, invece, lottiamo per inserire noi stessi nel corpo di Cristo e, in Cristo, nella Trinità, realtà che, per propria natura, non ha classe sociale (Gal 3,28) […]

Lo scopo dell’Ortodossia non è di essere una comunità religiosa per dei servizi caritatevoli, neppure un’organizzazione umana che lotta solo per la pace sulla terra e la coesistenza fra le nazioni. Lo scopo dell’Ortodossia è, soprattutto, di essere il Corpo di Cristo, un laboratorio per la salvezza e l’esistenza che guarisce l’umanità, presupposto basilare per la formazione nell’uomo dell’autentica comunione tra lui, Dio e il mondo.

(P. George Metallinos – http://www.romanity.org/mir/me03en.htm)

“Ogni cristiano non Ortodosso, ha la possibilità di sacrificare una parte dell’intera sua dottrina, per giungere ad una più completa purezza della sua fede, mentre il cristiano Ortodosso non ha questa facoltà, perché solo lui resta fermamente alla sostanza del cristianesimo, la quale costituisce la Verità rivelata, eterna ed immutabile. […] Solo l’Ortodosso non dispone nella sua fede di altri elementi che di quelle sostanziali e basilari verità del cristianesimo, direttamente rivelate da Dio per mezzo di Gesù Cristo. L’Ortodossia è la sola Chiesa la quale non accettò mai di proporre nulla ai suoi fedeli, tranne quello che «sempre, dappertutto e da tutti» fu considerato come insegnamento rivelato da Dio “

(da: Il mio ritorno alla retta fede, l’Ortodossia, di p. Paul Ballester Convalier, 1927-1984)