Terapia

«Ecco, ahimé, perché tutto il Cristianesimo sfuma in chiacchiere: si è tolto tutto il pericolo che esso porta in sé e lo si è ridotto a civetteria e a consolazione insulsa […] Se nell’esser cristiani non vi è ogni momento, come al principio, assolutamente il più grande pericolo umano possibile, il Cristianesimo è abolito.»

Søren Kierkegaard (1813 – 1855) – Diario

[Nell’immagine: martirio di S. Abibo di Edessa – Menologio di Basilio II, codice miniato bizantino, fine X sec.]

Ecco cosa penso come primo passo: siediti, calmati, pensa al fatto che Dio è qui e che non bisogna cercarlo, che stai bene con Lui e Lui sta bene con te e semplicemente rimani cosi quanto puoi.
Anthony of Sourozh

“C’e’ un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di piu’ nel nostro pianeta. Cosi’ come non credo che si viaggi per tornare mai allo stesso punto da cui si e’ partiti, perche’ nel frattempo lui stesso e’ cambiato. Da se stessi non si puo’ fuggire”.

Andrej Tarkovskij (regista russo)

La tradizione ortodossa offre un metodo di cura dell’intelletto dell’uomo, ossia della sua anima. Questa cura presenta due fasi: l’illuminazione e la divinizzazione. La divinizzazione è la garanzia della terapia, della terapia completa. Il metodo terapeutico, il trattamento terapeutico che la tradizione ortodossa offre, viene trasmesso di generazione in generazione, veicolato da uomini che sono pervenuti all’illuminazione e alla deificazione e sono diventati terapeuti per gli altri. Non si tratta di una semplice trasmissione di conoscenze desunte dai libri, ma di una trasmissione e di una successione di esperienza: l’esperienza dell’illuminazione e l’esperienza della divinizzazione.

(P. Giovanni Romanidis, Chi è Dio? Chi è ‘uomo? Lezioni di teologia sperimentale, Asterios Editore)

La Chiesa è terapia, anzitutto. La terapia dell’anima umana è la preoccupazione principale della Chiesa ortodossa. Il culto e il dogma, la Bibbia e la Tradizione sono parti essenziali di questo trattamento terapeutico. Nelle orazioni e nei tropari della Chiesa, Cristo si rivela ripetutamente come «il medico delle nostre anime e dei nostri corpi». Soltanto nella tradizione ortodossa Cristo è chiamato “medico“. Ma perché tale tradizione si è estinta presso i romano-cattolici e i protestanti e, quando parliamo loro di trattamento terapeutico, essi si sorprendono? Perché la necessità della purificazione e dell’illuminazione, la necessità del cambiamento interiore non è da loro – nella loro teologia – più avvertita. Per essi chi cambia non è l’uomo, ma Dio!

(da: Chi è Dio? Chi è l’Uomo? Lezioni di teologia sperimentale – di p. Giovanni Romanidis – Asterios Editore)