Oggi viviamo in un mondo in cui sono popolari ogni sorta di idee karmiche: “Ti sei ammalato perchè in una delle tue vite precedenti tua nonna voleva abortire e ora stai pagando per questo.”

Queste idee oggi sono molto popolari e per qualche motivo agli europei piace molto supporre che hanno fatto qualcosa in vite precedenti e per questo oggi pagano.

Non penso che la trasmigrazione delle anime ed il karma siano idee granchè consolanti, scientifiche e funzionanti. La cristianità non neccessità di queste idee per il seguente motivo: Per i pagani gli dei sono parte del cosmo e obbediscono alle sue leggi, non ne sono liberi e per questo non vi è spazio per la pietà.

È una sorta di lavanderia: il compito che si pongono gli induisti ed i cristiani è lo stesso: diventare Dio. Questo è il compito supremo del cristiano e dell’induista.

Nonostante questo entrambi comprendono che è un obbiettivo irraggiungibile. Guardando a se stessi, ai preti, monaci e tutti gli altri capiscono che il compito è intangibile.

Tuttavia l’obbiettivo è molto importante perchè se non diventi Dio morirai: il nemico principale di tutte le religioni è la morte ed il loro compito è di superarla. Per questo bisogna entrare nella comunità degli immortali, divinizzarci, ma non ci riusciamo e muoriamo.

Da qui l’induismo esce con l’idea che abbiamo bisogno di piu tentativi: l’abisso può essere saltato con tanti salti. Con il tremilionesimo salto bisogna superare questo abisso, superare questa distanza. Questo è logico, c’è della logica in questa idea.

Ma la cristianità ha un altra logica ed è la seguente: Da un punto di vista cristiano è impossibile diventare Dio ma l’impossibile all’uomo è possibile a Dio.

Di conseguenza la nostra comprensione è la seguente: un allenatore porta un bambino davanti agli anelli ginnici e gli dice: salta e aggrappati. Il bimbo dice “non ci arrivo” e l’allenatore: “che differenza fa, tu salta!” e quando il bimbo salta l’allenatore lo acchiappa e lo porta all’altezza giusta.

Questo si chiama in lingua ortodossa sinergia, cooperazione fra uomo e Dio: da te lo sforzo, da Dio il risultato. Questa comprensione ci rende inutile l’idea del karma. Non abbiamo una retribuzione del tipo “ho fatto, ho ricevuto”. C’è la speranza all’aiuto, alla pietà.

E ora la parte piu importante: Per le persone educate in un sistema karmico la malattia è punizione e vendetta. Sfortunatamente lo pensano anche molti nostri fedeli ed in questo caso questo può essere molto pericoloso.

Fatto stà che nella cristianità c’è una doppia etica ovvero “Non ho diritto di comportarmi con l’altro cosi come mi comporto con me stesso”. Ovvero devo cercare dei motivi per giustificare l’altro, tentare di reinterpretare in positivo il senso delle sue azioni ma non ho diritto di giustificare me stesso. Non posso perdonare me stesso ma sono costretto a perdonare l’altro.

Se mi ammalo e riesco a dire della mia malattia “Dio, me la sono meritata e l’accetto: i miei peccati mi ci hanno portato.” sarebbe un bene.

Ma se si è ammalata la mia vicina e dico “Aaah signora Maria ti sei rotta la gamba perchè non sei venuta ieri con me in chiesa!” sarebbe una volgarità e non saggezza spirituale. Per questo bisogna saper leggere il proprio libro senza sbirciare in quello altrui.

Diacono Andrey Kuraev

Cristianità e karma ultima modifica: 2016-07-05T09:30:04+00:00 da Andrey