La Liturgia termina con una esclamazione dell’officiante che invita i fedeli a lasciare la chiesa: “Andiamo in pace!”, è l’espressione che la nostra liturgia utilizza per il “rinvio”. Questa parola è comunemente intesa come “la fine” della celebrazione liturgica. In realtà, si tratta di tutt’altra cosa, ossia dell’ “ingresso” della Chiesa e dei cristiani nel mondo, nella settimana, nel luogo e nel tempo del lavoro, della professione, della vita familiare e personale. Questo rinvio esprime quindi l’obbedienza della comunità dei battezzati, nutriti dal pane celeste che è il Cristo, e dissetati alla fonte dello Spirito Santo – l’obbedienza al comandamento permanente del Signore: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura” (Mc. 16,15).
Per questa ragione i fedeli baciano la croce prima di uscire dalla chiesa, per simboleggiare l’appropriazione della croce su se stessi. Nutriti dall’Eucaristia e colmati dello Spirito della Pentecoste, i cristiani “escono” verso il mondo, a immagine degli Apostoli il giorno della discesa dello Spirito Santo. Questo invio nel mondo costituisce il fondamento autentico della missione della Chiesa. La Chiesa non può dimorare chiusa in se stessa, ed è necessario che il culto domenicale si prolunghi verso la settimana, così come la settimana stessa è necessaria alla preparazione della Domenica.

“Essere una comunità eucaristica – scriveva il Metropolita Anthony Bloom – vuol dire essere il Corpo di Cristo nella dimensione del mondo, condividendo con il mondo intero la gioia straordinaria di ciò che abbiamo scoperto, e la meraviglia davanti a questa realtà: Dio ci ama al punto di accettare di divenire essere umano, di annientarsi, di soffrire, di essere tradito, reietto, condannato, crocifisso, sepolto, di discendere negli inferi della perdizione (…) E noi dobbiamo essere ovunque Cristo è stato”.

E’ attraverso l’amore fraterno che la testimonianza del Vangelo sarà riconosciuta e accolta: “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” (Gv. 13,35). Quindi è opportuno richiamare le due dimensioni essenziali del “dopo-liturgia”, cioè di quella liturgia permanente, che non ha fine perché appartiene all’essenza stessa della Chiesa:

1. La Liturgia interiore, è l’Eucaristia interiorizzata nella preghiera incessante che scaturisce dal cuore dei fedeli, nel segreto più intimo, ma anche nelle più umili occupazioni quotidiane. I ritmi della Liturgia Eucaristica sono stati paragonati al flusso continuo del sangue nel cuore. Quando ci allontaniamo dal banchetto Eucaristico, dopo che il Corpo di Cristo, autentico Pane celeste, è divenuto per noi nutrimento, e dopo che il Nome di Gesù è stato scritto negli stessi battiti del nostri cuore, e il Suo Sangue scorre nelle nostre vene, solo allora siamo inviati nel mondo per annunciare le meraviglie di Dio.

2. La Liturgia dei fratelli, è l’autentica celebrazione liturgica ed eucaristica dell’amore verso il prossimo, in particolare verso i poveri ed i diseredati. Questa liturgia è in continuità diretta ed intima con il Sacrificio Eucaristico, perché il Cristo si è identificato nel “più piccolo tra i suoi fratelli” non meno di quanto l’abbia fatto con il Pane ed il Vino dell’Eucaristia.

E’ utile ricordare a questo proposito un testo scritto in lettere di fuoco da San Giovanni Crisostomo: “Colui che ha detto: <<questo è il mio corpo>>, e che ve lo garantisce con la parola della verità, ha anche detto: <<ebbi fame e non mi deste da mangiare; in verità vi dico che in quanto non l’avete fatto a uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me>>”.

Pertanto, l’umile amore quotidiano è certo il segno per eccellenza del Regno del Cristo risuscitato che lo Spirito Santo manifesta nella Divina Liturgia, Regno che vede la propria realizzazione nel nostro cuore e cresce e germoglia nel mondo attraverso la nostra testimonianza.

(Dal Libretto ad uso dei fedeli della Parrocchia Ortodossa della Santa Trinità, 12, Rue Daru – 75008 –  Parigi – Nella fotografia: cristiani con il fuoco sacro di Gerusalemme)

Dopo la Liturgia ultima modifica: 2016-07-29T21:49:22+00:00 da Alberto Nicelli (Modesto)