Il Cattolicesimo, il Protestantesimo e l’Ateismo sono allo stesso livello. Sono i prodotti della stessa mentalità; tutti e tre sono sistemi filosofici, prodotti del razionalismo, cioè della regola che fa della ragione umana il fondamento della certezza, la misura della verità, la via della conoscenza. […]

L’ortodosso rispetta la ragione umana più di ogni altro e non la trasgredisce; essa è per lui uno strumento utile per svelare la menzogna, per scoprire l’errore, ma non è mai sufficiente per dare la certezza, per illuminare e mostrare la Verità, per condurre alla conoscenza.

La conoscenza è la visione di Dio e della sua creazione in un cuore purificato dalla grazia divina e dalle preghiere dell’uomo: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. La verità non è una serie di definizioni, ma Dio stesso concretamente rivelato nella Persona del Cristo che ha detto: “Io sono la Verità”.

La certezza non è un’armoniosa costruzione intellettuale, ma un sentimento profondo del cuore. Viene nell’uomo, in seguito alla visione interiore, e l’accompagna il calore della Grazia divina. Mai un’armoniosa costruzione intellettuale prodotta da un ordinamento razionale è seguita da questo sentimento.

La filosofia è caratterizzata dalla schematizzazione. Il pensiero umano non può accettare la realtà come essa si presenta. Prima la cambia in simboli che poi esamina. Questi simboli imitano schematicamente la realtà. Ora, gli schemi sono lungi dalla realtà quanto un pesce dipinto da un pesce vivo. La “verità” del filosofo è una serie di schemi e di immagini. Questi schemi presentano un grande vantaggio: essendo comprensibili sono alla misura dell’uomo e soddisfano il suo pensiero; nascondono però un grande inconveniente, quello di non avere alcun rapporto con la realtà viva. La realtà viva non entra nelle macine del pensiero umano perché è uno stato al disopra della ragione.

La filosofia è il tentativo di cambiare, di sottomettere alla ragione ciò che è al di sopra della ragione, questa è una contraffazione, è un’impostura. Ecco perché l’Ortodossia rifiuta la filosofia e non ammette che essa possa essere una via che porti alla Conoscenza. La sola via che conduce alla Conoscenza è la purezza del cuore; questa sola permette l’abitazione della Santa Trinità nell’uomo. In questo modo Dio solo, e con lui tutta la creazione, viene conosciuto senza essere schematizzato. Colui che “È” si fa conoscere senza diventare comprensibile. Egli si fa conoscere senza con ciò sminuirsi per essere contenuto nei limiti soffocanti del pensiero umano. Così l’intelletto umano, vivente e informale, entra in contatto col Dio vivente e informale.

La Conoscenza è il contatto vivente del reciproco amore tra l’uomo, il suo Creatore e la sua Creazione. L’esperienza della conoscenza è un qualcosa che non è possibile esprimere con parole umane. Quando l’Apostolo Paolo giunse alla conoscenza, disse di aver udito parole ineffabili, cose che l’uomo non poteva esprimere. Così è la profondissima teologia cristiana: inesprimibile. I dogmi sono delle formulazioni ausiliarie, non sono la conoscenza reale; sono solo guide e parapetti. Si può possedere la Conoscenza senza conoscere i dogmi, cosi come si può ugualmente conoscere tutti i dogmi e ammetterli senza per questo possedere la Conoscenza. È per questa ragione che, al di là della teologia catafatica, o positiva, i Padri hanno posto il profondo mistero della teologia apofatica, o negativa, nella quale non vi è posto per nessuna definizione, l’intelligenza tace immobile, il cuore apre le sue porte per accogliere il Grande Visitatore “che sta sulla porta e bussa” e l’intelletto vede Colui che “È”.

(Tratto da “Contro la falsa unione” – di Alexandros Kalomiros. Nell’immagine: “La Scuola di Atene“,  affresco di Raffaello Sanzio )

Filosofia e Conoscenza ultima modifica: 2016-07-30T09:51:05+00:00 da Alberto Nicelli (Modesto)