Quando entriamo in chiesa, nell’attraversare la soglia siamo invitati a “deporre
ogni mondana preoccupazione”. Le icone ci circondano, e noi siamo come accolti da volti circondati di luce, da una famiglia spirituale che accompagna e ci guida verso l’Unico necessario. Noi ci inchiniamo davanti alle icone del Cristo, nostro Salvatore, della madre di Dio, attraverso cui la Salvezza ci è stata donata, e dei Santi; con deferenza ed amore noi baciamo queste icone. Con questo gesto noi vogliamo significare il nostro desiderio di appartenere al Regno presente e futuro. Venerando il Vangelo, la Croce e le icone noi confessiamo la nostra fede e siamo riuniti dallo Spirito Santo in un’unica comunione, gli eletti del regno e noi viventi, che aspiriamo alla vera Via, alla pace di Cristo, Lui “solo buono ed amico degli umani”. Contemplando le icone, vediamo raffigurati in esse, come nostri compagni, patriarchi, apostoli, martiri e santi. Li sentiamo tutti come presenti e viventi: è con loro che partecipiamo al mistero; co-liturghi degli angeli, cantiamo: “Davanti alle tue Sante Icone noi contempliamo le dimore celesti, ed esultiamo di una gioia purissima (…)” (quarta ode del canone del mattutino, celebrato la Domenica dell’ Ortodossia).

(Dal Libretto ad uso dei fedeli della Parrocchia Ortodossa della Santa Trinità, 12, Rue Daru – 75008 –  Parigi)

La venerazione delle icone ultima modifica: 2016-07-02T09:06:22+00:00 da Alberto Nicelli (Modesto)