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Non ti dimenticare di questo, e certamente starai ben attento a non giudicare chi pecca: Giuda faceva parte della cerchia dei discepoli e il buon ladrone della schiera degli assassini, ma è straordinario come in un solo istante essi si sono scambiati di posto!

Giovanni Climaco – La scala  (Discorso X , 5 ) – Ed. Qiqajon

Ti magnifico, Signore, ti magnifico perché ti sei chinato sulla mia umiliazione, e non solo mi hai liberato dalle mani dei nemici, ma hai salvato dal bisogno l’anima mia.

E ora, Sovrano, la tua mano mi protegga e venga su di me la tua misericordia, poiché la mia anima è inquieta e colma di tristezza riguardo a quando dovrà lasciare questo corpo miserabile e impuro; mai prevalga l’insidioso inganno dell’avversario contro l’anima mia e non la seduca a causa dei peccati commessi in vita coscientemente e inconsapevolmente.

Sii misericordioso, Sovrano, e fa’ che la mia anima non veda il tenebroso e oscuro aspetto dei demoni maligni, ma fa’ che la mia anima sia accolta dai tuoi angeli gai e luminosi.

Da’ gloria al tuo santo nome e per mezzo della tua potenza fammi salire verso il tuo trono divino.

Nel giorno del giudizio non mi afferri la mano del principe di questo mondo, stritolandomi, me peccatore, nelle profondità dell’ade; ma stammi vicino e sii mio protettore e salvatore.

Abbi misericordia, Signore, della mia anima resa impura dalle passioni di questa vita e accoglila purificata dal ravvedimento e dalla confessione, perché tu sei benedetto nei secoli dei secoli.

Amen.

Preghiera di Sant’Eustachio  (Mesonittico del Sabato e Festivo)

[Immagine: Il giudizio dell’anima, particolare dell’affresco del monastero ortodosso di Rila, in Bulgaria]

“C’è solo una via di salvezza, ed è quella di considerarsi responsabili per i peccati di tutti gli uomini. Non appena ti rendi responsabile in tutta sincerità per tutto e per tutti, vedrai subito che è davvero così, che sei davvero colpevole per tutti e per tutte le cose.”

F. Dostoevskij – I fratelli Karamazov

[Immagine:   Particolare del Trittico “Leggenda del Grande Inquisitore” (1985), di Ilya Glazunov.]

La carità e il digiuno sono le ali della preghiera. La nostra preghiera non è mai così veloce a volare fino a Dio, come quando è aiutata con il digiuno e la carità.
P. Cleopa Ilie (1912 – 1998)

Tua moglie è come una sorgente
d’acqua pura:
bevi a quella fonte.
La tua sorgente non straripi al di fuori,
i suoi ruscelli non allaghino le strade,
ma siano per te soltanto
e non per gli estranei.
Benedetta la tua sorgente,
la donna che hai sposato nella tua gioventù!
Con lei sii felice.
Cerva graziosa, amabile gazzella!
Il suo seno ti colmi sempre di piacere,
ed ella ti abbracci nel suo amore.
Figlio mio, perché innamorarti
di una donna sposata
e stringerti al petto la moglie di un altro?
Attento! Il Signore vede tutto,
esamina tutte le azioni umane.
Il malvagio è prigioniero dei suoi stessi
peccati:
cadrà nella trappola dei suoi crimini,
morirà per mancanza di saggezza,
si perderà per la sua stoltezza.

Proverbi (5, 15-23)

La Quaresima, come osserva Doroteo di Gaza , simboleggia pure una “decima” del tempo nella vita dei fedeli. Le sette settimane di questo periodo, ad esclusione dei sabati e delle domeniche, formano un lasso di tempo dedicato al digiuno che corrisponde alla decima parte dei giorni dell’anno.
Così, mentre i figli d’Israele offrivano a Dio la decima parte dei loro prodotti per ottenere la benedizione di tutte le loro imprese, i cristiani offrono la decima parte del loro tempo per ottenere la benedizione delle loro imprese e la misericordia di Dio per tutto l’anno.
Tratto da:  Il tempo liturgico –  di  Georghios Mantzaridis (in “Il tempo di Dio”, Asterios Editore)  

Chi accende un fuoco, dapprima ha solo un carboncino, che è la parola del fratello che lo ha rattristato; ecco, è appena un carboncino: che è mai la parola del tuo fratello? Se la sopporti, spegni il carbone. Se invece continui a pensare: ” Perché me lo ha detto? Posso ben rispondergli! Se non avesse voluto affliggermi non l’avrebbe detto. Vedrai! Anch’io posso affliggerlo“, ecco, hai messo un po’ di legnetti o simile materiale, come chi accende il fuoco, e hai fatto fumo, che è il turbamento. Il turbamento è questo sommovimento e scontro di pensieri, che risveglia e rende aggressivo il cuore. Aggressività è l’impulso a rendere il contraccambio a chi ci ha rattristato (…)  Per lo scontro stesso, diciamo così, e la collisione dei pensieri, il cuore si logora e si surriscalda, e allora divampa la collera. (…) Vedete come da una sola parola si arriva ad una male così grande? (…) Per questo vi dico sempre: quando le passioni sono giovani, tagliatele via prima che s’irrobustiscano a vostro discapito e dobbiate poi penare.

Doroteo di Gaza – Insegnamenti spirituali – Ed. Città Nuova.

Nell’ufficio del mattino, la domenica, dopo la lettura dell’evangelo della risurrezione, si canta l’inno:
Noi che abbiamo contemplato la risurrezione di Cristo…”.
Simeone Nuovo Teologo [949 – 1022] osserva:
Come mai lo Spirito santo ci spinge ora a dire – come se l’avessimo veduta, mentre di certo non l’abbiamo veduta – “Noi che abbiamo contemplato la risurrezione di Cristo”, mentre il Cristo è risorto una volta sola mille anni fa e anche allora nessuno lo vide risorgere? Forse che la divina Scrittura vuol farci mentire? Niente affatto: ci esorta, al contrario, a dire la verità, ad affermare, cioè, che in ciascuno di noi fedeli si compie la risurrezione di Cristo.”
Così il cristiano pregusta la risurrezione non solo dopo la morte corporale, ma prima ancora che essa sopraggiunga.
Tratto da:  Il tempo liturgico –  di  Georghios Mantzaridis (in “Il tempo di Dio”, Asterios Editore)  

Come gli alberi, quando portano molto frutto, i frutti stessi piegano in giù i rami e li tirano in basso, mentre il ramo che non porta frutto si leva verso l’alto e si erge ritto, non portando frutto […] così è anche l’anima: quando si umilia, allora porta frutto, e quanto frutto fa, tanto più si umilia.

Doroteo di Gaza – Insegnamenti spirituali – Ed. Città Nuova.

Non siate permalosi, perché quando uno di voi ascolta una parola dal proprio fratello non se la prenda subito a male o risponda male anche lui o rimanga afflitto contro di lui. Queste non sono cose da gente che lotta, non sono cose da gente che vuole salvarsi. Cercate di acquistare il timor di Dio , ma insieme al rispetto (…), ciascuno si umili davanti a Dio e davanti al suo fratello e recida via per lui la sua volontà.

Doroteo di Gaza – Insegnamenti spirituali – Ed. Città Nuova.