«Dio è per natura principio di vita e la sua essenza non può essere racchiusa in concetti umani. Concepire Dio partendo dalle nostre conoscenze significa non possedere la vita. Così facendo distogliamo gli sguardi dal vero Essere e li volgiamo a ciò che le conoscenze sensibili ci fanno cogliere erroneamente come essere. Il vero Essere è inaccessibile alla nostra conoscenza. Se quella Sostanza ch’è principio di ogni vita eccede le capacità della conoscenza, ne deriva che i nostri concetti non contengono affatto la vita. Ma ciò che non è vita neppure ha il potere di comunicare la vita. […]

Ci viene così insegnato che Dio è infinito per natura e non circoscritto da limite alcuno. Se si potesse racchiudere Dio in un concetto, sarebbe necessario considerare tutto ciò che non è compreso in quel concetto. Un’entità circoscritta è necessariamente delimitata dall’entità che la circoscrive, come avviene per gli uccelli e per i pesci che hanno l’aria o l’acqua come loro confine.

Se Dio fosse concepito limitato, dovrebbe essere contenuto in una entità diversa da lui, proprio come il pesce è ovunque circoscritto dall’acqua e l’uccello dall’aria.

Logicamente bisogna ammettere che l’elemento destinato a contenere è più grande della cosa contenuta. Tutti riconoscono che Dio è la Bellezza per essenza ed è quindi ben diverso dagli esseri che non possiedono la bellezza per natura.

Ora ciò che non appartiene al bello, si trova nell’ambito del male. Se il contenente, come si è detto, è più grande del contenuto, chi pensa a Dio come a una sostanza circoscritta da limiti, lo mette tra le realtà dominate dal male. Ma questo è assurdo. Dio, non può quindi essere racchiuso in una nozione intellettuale.

L’Essere la cui natura è senza limiti sfugge a ogni presa dell’intelligenza. Ogni desiderio rivolto verso questa Bellezza infinita ci spinge a salire continuamente verso la sua ricerca.

Vedere Dio realmente significa non trovare mai nessun appagamento al desiderio che abbiamo di lui. Il desiderio, prendendo le mosse da ciò che di Dio possiamo conoscere, viene a crescere sempre più.

Si scoprirà allora che non esiste un termine alla nostra ascesa verso Dio, perché la Bellezza per essenza non possiede limiti e il desiderio di essa non giungerà mai a sazietà.»

(Tratto dalla Vita di Mosé, di San Gregorio di Nissa. Nell’immagine: il Monte Sinai)

 

Conoscenza e visione di Dio ultima modifica: 2016-07-11T21:25:24+00:00 da Alberto Nicelli (Modesto)